L’estate rappresenta un momento cruciale per l’economia del Trentino, trainata dalle attività turistiche e dalle campagne di raccolta agricola.
Nel 2025 il Trentino ha accolto circa 45.000 lavoratori e lavoratrici stagionali.

1. I numeri della stagione agricola
Nel settore agricolo sono attese circa 25.000 persone. Di queste, 8.000 sono già operative da inizio estate per la raccolta dei piccoli frutti e il diradamento dei meli. Il picco dei flussi è atteso tra fine agosto e settembre per la vendemmia e la raccolta delle mele.
Circa 16.000 stagionali agricoli, ovvero due terzi del totale, sono stranieri. Provengono in gran parte dai Paesi comunitari dell’Est Europa, anche se questo flusso si sta progressivamente riducendo man mano che migliorano il reddito e le condizioni di vita in quei territori.
Per quanto riguarda i lavoratori extracomunitari, limitati dal Decreto Flussi, il fabbisogno stagionale per quest’anno è di 2.500 unità . Le nazionalità extra-UE più rappresentate sono:
- Albania (30%);
- India (17%);
- Marocco (14%).

2. Il settore turistico alla ricerca di personale qualificato
Nel comparto ricettivo, tra giugno e agosto sono previste quasi 16.000 nuove assunzioni, portando il totale degli stagionali del settore intorno alle 20.000 unità per l’intera stagione.
Il comparto turistico registra le maggiori difficoltà nel reperimento di personale qualificato. Secondo Unioncamere, il 49,3% degli esercenti e addetti nella ristorazione fatica a trovare candidati adeguati.
Le ragioni di questa difficoltà sono riconducibili a tre cause:
- nel 38,2% dei casi c’è una totale mancanza di candidati;
- nell’ 8,7% dei casi la preparazione di chi si presenta è inadeguata.
- inoltre, la difficoltà di reperire un alloggio accessibile sul territorio rimane uno dei principali freni all’assunzione.
3. Il problema della carenza di medici
Le visite mediche preventive obbligatorie restano uno dei nodi più critici da gestire. La difficoltà principale è organizzativa, infatti con fino a 5.000 lavoratori in arrivo nello stesso weekend, occorre garantire a tutti la visita preventiva in tempi molto ristretti, un’operazione logistica tutt’altro che semplice.
A complicare il quadro è la carenza di medici disponibili sul territorio.
Per questo sindacati e Provincia stanno lavorando a un protocollo condiviso con l’Ente bilaterale, con l’obiettivo di individuare i professionisti mancanti e organizzare gli appuntamenti in modo più efficiente.

4. Il freno della burocrazia
Le varie associazioni di categoria evidenziano come la gestione burocratica rappresenti un freno importante alla competitività.
Per Confagricoltura, trovare manodopera nazionale resta complicato. Le imprese chiedono di alleggerire la burocrazia per facilitare le assunzioni regolari di lavoratori locali, con la prospettiva di impiegare più facilmente studenti o pensionati soprattutto nei weekend.
Sul fronte dei flussi migratori, il Governo ha recentemente varato la bozza del nuovo Decreto Flussi 2026-2028, che prevede un aumento del numero di ingressi. Le associazioni di categoria chiedono il superamento definitivo del sistema del click day, per permettere alle imprese di presentare le richieste durante tutto l’anno in base alle reali esigenze stagionali.
Si inserisce in questo contesto un progetto sperimentale promosso dalla Provincia, che ha portato in Trentino 50 lavoratori dall’Argentina. Un’iniziativa che ha aperto un canale alternativo ed efficiente per reperire manodopera qualificata, tanto che le stesse associazioni di categoria ne hanno chiesto l’estensione ad altri Paesi.
5. Inclusione lavorativa e nuove prospettive
L’Ente bilaterale nazionale di settore ha siglato un protocollo con i ministeri del Lavoro, dell’Interno e del Turismo per favorire l’inclusione lavorativa nel turismo di rifugiati e soggetti vulnerabili. I sindacati trentini hanno annunciato l’intenzione di proporre l’iniziativa anche a livello locale.
Questo rappresenta un segnale importante, che conferma come la sfida del lavoro stagionale in Trentino si basi ora sulla capacità del territorio di costruire percorsi di accoglienza e integrazione strutturati, capaci di trasformare un’emergenza organizzativa in un’opportunità stabile per imprese e lavoratori.
Fonte: Il T Quotidiano