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Perché dopo le ferie ci sentiamo più stanchi?

La sera prima del rientro lavorativo c’è un momento esatto in cui le ferie giungono davvero al termine: quando puntiamo la sveglia. In quell’istante riemergono prepotentemente gli impegni lasciati in sospeso, come il lavoro, le email e gli appuntamenti. Molto spesso, a questo si accompagna una sensazione inaspettata: ci si sente più stanchi rispetto al momento della partenza. Ma come si spiega questo fenomeno all’apparenza contraddittorio?


Durante l’anno lavorativo, la nostra vita è scandita da ritmi regolari e routine precise. In ferie le abitudini vengono stravolte: orari del sonno posticipati, cene a tarda ora, maggiore esposizione al sole e, talvolta, attraversamento di diversi fusi orari. I nostri ritmi circadiani, responsabili del coordinamento del ciclo sonno-veglia e di numerose funzioni corporee, devono necessariamente adattarsi a questi cambiamenti. Il ritorno alla normalità lavorativa costringe il corpo a riallinearsi nuovamente, provocando una sorta di piccolo “jet lag” anche in assenza di viaggi aerei.


C’è un ulteriore elemento da considerare. Le vacanze giungono tipicamente al culmine di settimane di intenso lavoro e scadenze accumulate. Nel momento in cui la pressione cala, ci rendiamo finalmente conto dell’effettivo livello di stanchezza che avevamo temporaneamente accantonato.

Inoltre, è fondamentale non confondere il concetto di ferie con quello di riposo. Un viaggio può rivelarsi fisicamente impegnativo a causa di spostamenti, escursioni e caldo, somigliando più a una maratona che a un momento di reale relax. Come evidenziato da una meta-analisi del 2025 basata su 32 studi, per trarre beneficio dalle vacanze è cruciale il distacco psicologico e la libertà di gestire il proprio tempo a piacimento.


Passare dalla totale libertà decisionale sui propri tempi a giornate rigidamente strutturate da orari, scadenze e riunioni genera un notevole contrasto psicologico. Questo sbalzo rischia di far percepire la routine quotidiana come ancora più gravosa, rendendo il primo giorno di rientro in ufficio apparentemente insopportabile.


Il recupero è un processo graduale, non un pulsante di “reset” istantaneo. Ecco alcune strategie per affrontare al meglio il rientro in azienda:

  • Concedersi un margine di tempo: È consigliabile evitare di tornare a casa la sera immediatamente precedente al rientro al lavoro. Avere uno o due giorni di stacco permette di riprendere i ritmi senza fretta e prepararsi mentalmente alla ripartenza.
  • Riallineare il sonno: Negli ultimi giorni di ferie, risulta utile riavvicinarsi progressivamente agli orari della routine lavorativa, invece di effettuare un passaggio brusco in una sola notte.
  • Gestire le aspettative: Durante il primo giorno, sarebbe opportuno non pretendere fin da subito il cento per cento dalle proprie prestazioni lavorative.

In conclusione, avvertire fatica alla ripresa non significa necessariamente che le ferie non siano servite o che abbiamo riposato male, ma è semplicemente l’effetto di un repentino cambio di ritmo e del contrasto con la routine. Tuttavia, nel caso in cui questa stanchezza fosse molto intensa, persistesse per diverse settimane o fosse associata ad altri sintomi, è raccomandato non sottovalutarla e parlarne con il proprio medico.

Fonte: Mondo sanità