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In Trentino le offerte di lavoro non mancano. I lavoratori sì.

Il mercato del lavoro trentino vive un paradosso sempre più evidente: le aziende cercano personale, ma i candidati non si trovano.

Secondo i dati del Progetto Excelsior di Unioncamere, realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Trento, oltre la metà delle figure ricercate è considerata difficile, o quasi impossibile, da reperire.


Il dato più critico riguarda il cosiddetto mismatch tra domanda e offerta di lavoro. In Trentino, il 54,7% delle figure professionali ricercate è considerato difficile da trovare. Un valore sensibilmente superiore alla media nazionale, ferma al 47%.

Nel 42,3% dei casi le aziende non ricevono nemmeno una risposta agli annunci pubblicati. Tra le principali cause emerge il calo demografico, che riduce la platea di candidati disponibili. Un ulteriore elemento è l’inadeguatezza della preparazione: l’11,2% dei candidati non possiede le competenze tecniche o trasversali richieste.


A trainare la domanda di lavoro è il comparto dei servizi, che assorbe il 77% delle assunzioni previste (66.220 contratti). Al suo interno, il vero motore occupazionale è il Turismo-Ristorazione, che da solo vale il 40,8% dell’intero mercato del lavoro locale.

Seguono il Commercio con 9.300 ingressi e l’Industria in senso stretto con 8.470. Degna di nota anche l’Agricoltura, che pesa per il 6,9% delle richieste totali (5.950 ingressi).

La sofferenza è massima tra gli operai specializzati, dove la difficoltà di reperimento raggiunge il 70,4%. Questo dato mette in seria difficoltà le imprese artigiane e manifatturiere, che faticano a completare gli organici in tempi ragionevoli.


Analizzando i titoli di studio richiesti, emerge un mercato fortemente orientato alla pratica. Il diploma professionale è il titolo più richiesto in assoluto: rappresenta il 48,5% delle entrate previste (41.740 unità), con una domanda elevata negli ambiti della ristorazione, della promozione e dell’accoglienza.

Paradossalmente, il tasso di difficoltà più alto riguarda i laureati. Nonostante siano solo l’8,2% delle richieste totali, trovare candidati con titoli accademici, in particolare in ambito STEM, economico o ingegneristico, rimane un’impresa ardua per gli uffici HR locali.

Buona la domanda anche per i diplomati degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), soprattutto in meccatronica, anche se i numeri restano inferiori al fabbisogno reale.


Un ultimo elemento che merita attenzione è la struttura dei contratti offerti. Il 75,4% delle assunzioni previste è a tempo determinato, un valore che riflette la forte stagionalità dell’economia trentina. Il tempo indeterminato si ferma al 10,4%, ben al di sotto della media nazionale del 17,4%.

Questo dato evidenzia una contraddizione strutturale: le imprese cercano personale con urgenza, ma offrono poca stabilità. E la stabilità, per molti lavoratori, è esattamente ciò che determina la scelta di dove vivere e lavorare.

Questo dato evidenzia una contraddizione strutturale: le imprese cercano personale con urgenza, ma offrono poca stabilità. E la stabilità, per molti lavoratori, è esattamente ciò che determina la scelta di dove vivere e lavorare.

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Fonte: l’Adige